P2P - assedio alla rete

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nomestrano
  • Da: nomestrano
  • Visto: 8.254 volte
  • Data: lunedì 10 marzo 2008
 
P2P - assedio alla retenomestrano 
10 mar 2008, 15.47
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Premesso che condivido la preferenza per l'acquisto (a prezzi ragionevoli, tipo e-music o iTunes o equivalenti), bloccare siti solo per evitare il P2P è un insulto.
Una speranziella viene da quanto pubblicato oggi su "il Giornale", almeno per quanto riguarda le conseguenze. Vorrei poi una spiegazione: dove trovo brani, vecchi magari di 30-40 anni, non presenti su CD perchè nati su 45 giri in vinile non di eclatante successo, da cui niente digitalizzazione (magari anche 78 giri, che il vinile non c'era ancora ma era gommalacca e carbone), di interesse per me e per l'amico che condivide la sua passione in rete dopo aver riversato il suo tesoro in un MP3? Idem per alcuni film, che dopo qualche due-tre anni di ricerche ho scaricato (in bassa qualità, ma meglio che niente): non grandi opere d'arte, ma il ricordo di un momento particolare legato a quella pellicola. E mi sembra evidente che non sono più da un pezzo un ragazzino... L'articolo.
Roma - Le società private non possono svolgere attività di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su internet. L’Autorità per la privacy ha chiuso l’istruttoria avviata sul "caso Peppermint", la società discografica che aveva svolto, attraverso una società informatica svizzera (utilizzata anche dalla società Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P).

Trattamento dei dati Tramite l’utilizzo di software specifici, le società avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati a internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, al fine di potere ottenere un risarcimento del danno. Il Garante, richiamando anche la decisione dell’omologa Autorità svizzera, ha ritenuto illecita l’attività svolta dalle società. Innanzitutto, ha ricordato il Garante, la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti.

Principio di finalità Secondo il Garante è stato violato il principio di finalità: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L’utilizzo dei dati dell’utente può avvenire, dunque, soltanto per queste finalità e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle società Peppermint e Techland (cioè il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento del danno). Infine non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perchè i dati sono stati raccolti ad insaputa sia degli interessati sia di abbonati che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file. Sulla base del provvedimento del Garante (di cui è stato relatore Mauro Paissan), le società che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema P2P.
ExtraT
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